Tutorial

venerdì 13 giugno 2014

Onomastici e Orecchini al Chiacchierino

Buon pomeriggio :-)

Oggi posso finalmente farvi vedere il paio di orecchini a cui stavo lavorando, ma prima di tutto AUGURI a tutti gli “Antonio”, “Antonia”, “Antonella” e a tutti coloro che hanno il nome legato a Sant’Antonio e quindi festeggiano oggi il proprio onomastico, come mia sorella Antonella e infatti questi orecchini li ho fatti apposta per lei per questo non ve li ho mostrati prima, mica potevo rovinarle la sorpresa, no??? ;-)

AUGURI ANTONELLA!!!!!!! :-D

Torniamo agli orecchini (qui sotto)...



Sono un “modello esclusivo”, li ho creati a partire dai due cristalli swarovski a forma di cuoricino, volevo usarli per fare degli orecchini appunto, ma non riuscivo a trovare nessuna idea che mi piacesse soprattutto perché non sapevo bene come attaccarli alla catenella, tutte le idee mi sembravano sempre un po’ troppo banali


Poi ecco l’idea giusta!!
Invece di un anellino in metallo (che era anche brutto da vedere) fare un anellino di perline e poi unirlo a qualche bel lavoro al chiacchierino. Avevo realizzato una farfallina al chiacchierino ma non mi aveva convinto molto, volevo qualcosa con più movimento, però intanto ero riuscita a sistemare i cuoricini ed il colore del filo: un bel rosa sfumato; e mentre rimuginavo su cosa fare, mi è venuto in mente un fiorellino tridimensionale.


Alla fine sono venuti fuori degli orecchini un po’ strani e particolari con una perlina d’argento che unisce il pendente alla monachella, un fiore con due giri di petali con al centro degli strass verde salvia che riprendono il verde argento delle perline dell’anello del cuoricino.

Strani e particolari, ma che si adattano benissimo a mia sorella, e già immagino che faccia farà quando leggerà questo post!!! ahahahah

Buon fine settimana a tutti, ciao!! :-)

mercoledì 11 giugno 2014

Uncinetto: Lavori in corso

Sono contentissima!! :-D
Il mio pubblico, i miei lettori, vale a dire tutti voi che state appiccicati davanti al pc a leggere i miei post, continuano ad aumentare!!! :-D

Perciò un saluto speciale ai lettori russi: dòbryj dién (meno male devo solo scriverlo e non pronunciarlo perché non so proprio cosa ne verrebbe fuori…!!! ahahahah).

Privjet anche ai lettori ucraini :-)

Ora che ci penso…probabilmente privjet va bene anche come saluto in russo…be’ se qualcuno vuol farmelo sapere basta che mi lasci un commento, così scioglierò questo dubbio amletico!! ;-)

Ed ora un bel “ciao” a tutti gli altri lettori :-)

Oggi non ho preparato nessun post con i fuochi d’artificio perché non ho avuto molto tempo: sto creando un paio di orecchini al chiacchierino, una collana con perle e piccoli cristalli, ma soprattutto un tendone all’uncinetto filet!!
Si si, avete letto bene: un “tendone” che più “-one” non si può!! L’ho misurato: 213,5 cm di larghezza, in altre parole 2 m e 13,5 cm (è proprio quel mezzo cm in più a fare la differenza!! ahahahah).

Nell’uncinetto filet si creano tanti quadratini pieni e vuoti (questa spiegazione "altamente scientifica" e assolutamente chiarissima mi fa venire in mente l’argomento di un futuro post: una lezione di uncinetto filet), bene in questo tendone ogni rigo è composto da 415 quadratini e non vi dico cosa succede quando ci si accorge di aver sbagliato un quadratino proprio all’inizio del rigo precedente e tocca scucire ben 830 quadratini!!!!! Aiutoooo!!!!!!!

A parte tutto questo, è una gran soddisfazione riuscire a finire certi lavori, per ora sono arrivata ad un’altezza di 83 cm (nemmeno la metà considerando che devo arrivare più o meno sui 2,50/ 2,70 m), quando arriverò alla fine farò una bella foto al tendone e ve la mostrerò orgogliosissima!! :-D

Buon pomeriggio e al prossimo post, ciao!! :-)

martedì 10 giugno 2014

I Fiori di Mary Moser

E ci sono anche oggi!! :-D

Tanto per confermare il fatto che quando cerchi una cosa non la trovi nemmeno se paghi in lingotti d’oro e quando smetti di cercarla praticamente ti salta sul naso per farsi vedere (e soprattutto per farti dispetto!!) ecco che è spuntata fuori l’acquerellista di cui volevo parlarvi l’altro giorno, Mary Moser (1744-1819).



Johann Zoffany
"Gli accademici della Royal Academy", 1722
24,1 x 30,2 cm
Part.

Mary nacque a Londra nel 1744 ed ereditò il talento artistico da suo padre, George Moser, orafo e maestro di ritratti a smalto.

Dalla Svizzera, George Moser giunse in Inghilterra nel 1720 e iniziò ad impartire lezioni di disegno (tra i suoi allievi ci fu anche il principe di Galles, il futuro Giorgio IV) fino a diventare il direttore di varie scuole di disegno e, nel 1768, il responsabile della Royal Academy of Arts, appena costituita.

Mary seguì gli insegnamenti del padre e rivelatasi straordinariamente portata per la pittura, a soli 24 anni, divenne uno dei membri fondatori della Royal Academy.
Un grandissimo privilegio che spettò solo ad un’altra pittrice: Angelica Kauffmann, specializzata in dipinti storici.

Non ci furono particolari problemi per eleggere le due donne membri dell’accademia in quanto si trattava di pittrici professioniste che realizzavano ottimi lavori, ma soprattutto, perché entrambi i loro padri erano artisti già molto conosciuti (per la serie: le raccomandazioni o “segnalazioni” che dir si voglia, fanno sempre comodo!! ahahaha).
Successivamente, l’accesso alla Royal Academy fu negato alle donne fino al 1922 quando Annie Swynnerton fu eletta membro associato e, nel 1936, toccò a Laura Knight.


Nel quadro “Gli accademici della Royal Academy” (in basso) realizzato da Johann Zoffany tra il 1771 ed il ‘72, sono presenti tutti i primi membri fondatori dell’accademia.


Johann Zoffany
"Gli accademici della Royal Academy", 1722
24,1 x 30,2 cm

Il quadro mostra i membri dell’accademia durante una lezione di disegno anatomico.
Considerando che questo tipo di lezione riguardava esclusivamente il nudo maschile era praticamente impossibile che delle donne fossero presenti in aula, quindi Zoffany per includere nella scena gli unici due membri femminili dell’accademia, utilizzò uno stratagemma: le due donne vengono raffigurate in due ritratti posizionati sulla destra del dipinto. Mary Moser, di profilo, si trova nell’ovale all’estrema destra, Angelica Kauffmann posta di tre quarti di fronte all’amica.


Tra il 1750 ed il 1769 i soggetti preferiti di Mary furono le composizioni floreali realizzate nello stile dei maestri olandesi.
I suoi lavori non sono dettagliati come le illustrazioni botaniche di G. Ehret (i fiori sono comunque riconoscibili) in quanto si tratta di studi sulle stagioni o di allegorie, come nel dipinto “Fiori in un vaso” conosciuto anche come “Ariete” (sotto).


Mary Moser
"Fiori in un vaso" o "Ariete"
Acquerello, penna, inchiostro, gomma arabica, grafite
62 x 47 cm

Si riconoscono narcisi, peonie, fiori di melo, giacinti, tulipani, giunchiglie e tanti altri, tutti fiori che fioriscono tra marzo ed aprile cioè nel periodo zodiacale dell’Ariete.
Date le tonalità scure del fondo potrebbe essere scambiato per un dipinto ad olio, ma in realtà si tratta di un acquerello. La maggior parte degli sfondi è, infatti, preparata con miscele scure, tranne le aree in cui compaiono dei fiori molto chiari, inoltre Mary utilizzava penne, acquerelli e gomma arabica su un disegno realizzato a grafite.

La Moser lavorava sia con i colori ad olio che ad acquerello realizzando opere particolarmente luminose, come dimostrato dallo “Studio di rose e calendule” (sotto).


Mary Moser
Studio di rose e calendule"
Acquerello
29,8 x 23,6 cm

Si tratta di uno studio per la parete di una stanza della Frogmore House che Mary, su invito (1795) della regina Carlotta, avrebbe dovuto decorare con pannelli floreali. È un acquerello molto delicato con uno stile più fresco e libero, diverso dalle sue solite composizioni floreali molto più complesse, in cui i colori sono applicati con pennellate piccole e leggere.
Una piccola “chicca”: da allora la stanza della Frogmore House decorata da Mary è conosciuta come “Mary Moser Room”.


Ed anche oggi sono arrivata alla fine del post, spero di mostrarvi sempre qualcosa di bello e di stuzzicare la vostra curiosità per invogliarvi a scoprire cose nuove ed interessanti, alla prossima, ciaooo!! :-)

domenica 8 giugno 2014

Sole ed Abbronzatura ;-)

Ciao ragazzi!! :-D

Oggi vi lascerò solo un saluto veloce veloce perchè finalmente sole e caldo si sono fatti vedere perciò inutile rimanere davanti al pc, meglio, molto meglio, fare le “lucertole” ed “abbrustolirsi” sotto il sole!!
Lo dico anche per voi: provvedete all’abbronzaturaaaa e godetevi l‘aria aperta!!!!!!! ;-D

Buona domenica, ciaoooo!!!! :-D

sabato 7 giugno 2014

L'Acquerello di G. D. Ehret

Proprio vero che quando cerchi una cosa è sicuro che non la trovi!! Però è anche vero che cercando cercando, qualcosa la si trova comunque, ed è esattamente quello che è capitato a me

Mentre cercavo un’acquerellista in particolare ne ho trovato un altro il cui lavoro è molto interessante perciò ho deciso di farlo diventare protagonista di questo post.

Si tratta di G. D. Ehret (la “G.” sta per George e la “D.” per Dionysius), vissuto in pieno 1700 (secolo dell’Illuminismo), e tedesco di Heidelberg, in cui nacque nel 1708.
Divenne uno dei maggiori artisti botanici nonostante fosse completamente autodidatta: apprese, infatti, l’”abc” del disegno dal padre giardiniere, e tutto il resto studiando i lavori di altri artisti.

Dal 1720 iniziò a lavorare come illustratore botanico ed erano gli stessi studiosi che gli commissionavano i disegni e i dipinti a suggerirgli quali aspetti delle piante rappresentare in modo dettagliato. Non realizzò solo illustrazioni botaniche ma anche molti dipinti decorativi nei quali ritrasse fiori da giardino, come rose, giacinti e tulipani per soddisfare il gusto estetico di una clientela benestante.

Nel 1738 si trasferì in Inghilterra e ritrasse le piante esotiche da giardino del Chelsea Physic Garden e realizzò alcune collezioni per clienti privati.

Il suo stile cambiò radicalmente dopo il 1734, anno in cui si recò a Parigi e visitò il famoso Jarden des Plantes (giardino botanico) che ospitava la collezione reale dei dipinti floreali realizzati su pergamena, voluta da Luigi XIV.

Fino a quel momento, infatti, i suoi lavori erano realizzati su grandi fogli di carta pregiata (su suggerimento dello studioso tedesco C. J. Trew, che l’aveva incoraggiato ad abbandonare la carta semplice ), con un metodo che prevedeva la stesura delle miscele di acquerello su tratti leggerissimi di matita.

Nel disegno in basso potete vedere i vari passaggi di questo sistema: Ehret iniziava tracciando i contorni dei petali, delle foglie, le venature ecc. dopodichè aggiungeva l’ombra, sempre a matita, in modo da indicare la gradazione di tono dei petali, la forma, la posizione per passare infine alle stesure colorate dell’acquerello.




"Amaryllis"
Matita e acquerello su carta, 31,5 x 20,3 cm

Questo metodo cambia completamente nel 1734, come detto precedentemente, dopo il viaggio a Parigi, quando iniziò a dipingere su fogli di pergamena usando acquerelli trasparenti e opachi.
Quest’ultima tecnica consiste nell’aggiunta di bianco al colore per renderlo più denso e gessoso.

Il suo scopo era di riuscire a rappresentare in modo perfetto tutte le specie di fiori e negli anni successivi realizzò moltissimi lavori nei quali si nota la perfetta fusione tra lo sviluppo di questa tecnica ed un’approfondita conoscenza delle piante.

Col passare del tempo abbandonò l’acquerello trasparente in favore di quello opaco che gli permetteva di ottenere la massima precisione nei dettagli e un aspetto quasi smaltato del dipinto, come si può notare nel “Tulipano“, qui sotto.


"Tulipano", 1744
Acquerello opaco su pergamena, 53 x 37,1 cm

In questo acquerello (pubblicato nel 1750 nel libro “Plantae Selectae“ del dottor Trew), Ehret è riuscito a far risaltare la bellezza di questo fiore, quasi simile ad una fiamma, e contemporaneamente a non trascurare nessun dettaglio tanto da trasformarlo in un accuratissimo studio botanico.
È un’illustrazione realizzata completamente con acquerelli opachi. Uno dei vantaggi principali di questa tecnica è che si possono aggiungere toni chiari anche su quelli scuri appena stesi: ad esempio Ehret ha inserito dei colpi di luce nel centro del fiore con pittura opaca bianca applicata con un pennello sottilissimo.
La stesura del colore è molto delicata e le singole pennellate non sono riconoscibili, inoltre per scurire alcune zone e creare così una maggiore profondità nel disegno è stato applicato uno strato sottilissimo di gomma arabica.

Data la grande attenzione alla struttura delle piante e le bellissime sezioni di fiori e frutta, il lavoro di Ehret è considerato a tutti gli effetti un modello per le illustrazioni botaniche e non una raccolta di dipinti floreali. I suoi dipinti sono molto decorativi ma il vero scopo era quello di illustrare libri di botanica: le imperfezioni sarebbero potute risultare fuorvianti nello studio scientifico per questo motivo rappresentava solo esemplari perfetti e privi di qualunque imprecisione naturale con fiori al culmine della fioritura e mai appassiti e danneggiati.

Ecco una bellissima incisione colorata a mano dopo la sua realizzazione e basata su un lavoro di Ehret. Il colore non era previsto nel progetto originale dell’artista: la stesura infatti risulta molto formale e fredda con forme rigide e poco espressive.


"Fico", 1771
Incisione colorata a mano da un lavoro di Ehret, 45,8 x 30 cm

A differenza del “Tulipano” o della "Rosa di Natale e aconito invernale" (in basso; la presenza del terreno e di una farfalla trasforma questo dipinto da un'illustrazione botanica in un lavoro artistico), questa incisione è una vera illustrazione botanica, completa di sezioni ingrandite dei fiori e frutti della pianta.



"Rosa di Natale e aconito invernale"
Acquerello opaco su pergamena, 53,5 x 35,8 cm

A me è piaciuto molto scrivere questo post soprattutto perchè mi piace vedere cose belle, e i lavori di questo artista lo sono, spero proprio che piaccia anche a voi e di avervi svelato qualche "chicca" sulle tecniche ad acquerello, buon fine settimana a tutti, ciaooo!! :-)

martedì 3 giugno 2014

Acquerello: "Bagnato su bagnato"

Buon pomeriggio :-)

Oggi ho deciso di cambiare argomento, in fin dei conti non si può vivere di soli bijoux, vero??

Mi sono ricordata che nel post "Fresie" vi avevo accennato alla tecnica del bagnato su bagnato che avevo usato per creare le sfumature principali dei fiori, quindi ecco qui, come promesso, un post su questa tecnica.

Ricordatevi che se siete alle prime armi con colori, pennelli, carta, ecc. ecc. prima di iniziare a dipingere fiori, paesaggi, animali o qualsiasi cosa vi piaccia, dovrete prima esercitarvi un po’ in modo da prendere un minimo di confidenza con gli strumenti che dovrete utilizzare.

Inoltre nell’acquerello la cosa fondamentale è la PAZIENZA: se non ne siete molto dotati cercate di frequentare un monaco di tibetano che vi svelerà tutti i segreti della meditazione, se però il Tibet vi sembra troppo lontano potrete semplicemente iscrivervi ad un corso di yoga , ma se nemmeno questo suggerimento vi piace lasciate perdere l’acquerello e cercate un’altra tecnica più adatta al vostro carattere ;-)

Dunque, dicevamo, la pazienza è fondamentale perché i colori devono avere il tempo di asciugare quindi non vanno toccati continuamente col pennello altrimenti i pigmenti già stesi non asciugheranno in modo uniforme e creeranno una stesura formata da strane chiazze: in una zona più colore, in un’altra un vuoto e così via.

E ricordando sempre che la pratica porta alla perfezione, cercate di esercitarvi il più possibile, tutti i giorni sarebbe l’ideale, magari anche solo per una mezzoretta, ma se proprio non riuscite a trovare il tempo anche una volta a settimana andrà bene.

E ora torniamo al "bagnato" ;-)
Quasi tutti gli artisti consigliano per l’acquerello l’utilizzo di carta ruvida perché trattiene meglio il pigmento, ma secondo il soggetto da ritrarre è preferibile usare della carta liscia. Io le ho usate entrambe e mi sono trovata comunque bene, perciò non vi dirò che tipo di carta usare, vi dirò semplicemente di provarne diverse finché non troverete quella più adatta alle vostre esigenze.

Per ottenere una stesura uniforme di colore preferisco iniziare stendendo sulla parte da dipingere semplice acqua pulita (la carta deve essere solo umida e non grondante d’acqua!!) dopodichè passo a stendere il colore che appena entrerà in contatto con l’acqua diffonderà in modo naturale sulla superficie.
Il colore va accompagnato verso i margini della superficie che vi interessa ma senza insistere troppo o si rovinerà la carta.

Se occorre che più colori sfumino questo è il momento giusto per inserirne un secondo accanto al primo già steso. Poi con la punta aperta del pennello sfumate i colori tra loro con movimenti che vanno da quello più chiaro a quello più scuro. Lavorate velocemente ed evitate di maneggiare troppo i colori o rovinerete il risultato finale.

Semplicissimo no?
Fondamentalmente la tecnica del bagnato su bagnato vuol semplicemente dire stendere un colore su una superficie già umida, che sia acqua o un altro colore, in modo da ottenere una fusione più dolce tra i colori e sfumature più uniformi e naturali.

Ecco qui sotto qualche esempio di questa tecnica.



"Fresie", part.
Acquerello su cartone, 30 x 45 cm


"Fresie", part.
Acquerello su cartone, 30 x 45 cm



"Fresie", part.
Acquerello su cartone, 30 x 45 cm


"Glicine", part.
Acquerello su cartone, 40 x 60 cm


"Strelizia", part.
Acquerello su cartone, 25 x 53 cm


"Strelizia", part.
Acquerello su cartone, 25 x 53 cm

Spero di essere stata il più chiara possibile, al prossimo post e un saluto a tutti, ciao :-)

lunedì 2 giugno 2014

Bracciale e Pasta di Mais

Ehilà, ciao ragazzi!! :-D
Scusate l’assenza, ma non avevo nulla di pronto, com’è andato il fine settimana “lungo”? spero bene :-)

Ecco qui un braccialetto dalla realizzazione piuttosto semplice, ma molto carino e adatto alle più romantiche.






Avevo ancora un po’ di foglioline in pasta di mais così ho pensato di creare un braccialetto che poteva essere abbinato ai due paia di orecchini sempre con foglioline di pasta di mais (qui sotto).



Proprio per questo ci sono vari elementi in comune, prima di tutto le scaglie in pasta di mais con le sfumature casuali dal bianco al rosa, passando per il magenta e dal lilla al viola ottenute mescolando insieme varie “palline” di pasta di mais colorate precedentemente.
Sono tonalità adatte più o meno a tutte le carnagioni, inoltre, considerando la presenza di tanti colori e sfumature possono essere indossati con tanti diversi capi di abbigliamento di vario colore.

Secondo elemento in comune (oltre ai glitter lilla ed argento) sono gli strass.
Negli orecchini avevo messo quattro strass che riprendevano le tinte della pasta (viola scuro, magenta, rosa e argento) ma qui nel bracciale le ho variate leggermente usando strass solo viola scuro e magenta e affiancando degli strass argentati leggermente più piccoli.



Ed ecco anche gli Swarovski di un bel rosa deciso e viola che si alternano alle foglie.


“E brava!!” direte voi “Così si abbina ad un solo paio di orecchini”.
“E invece no!!” rispondo io, perché la catenella argentata a cui sono agganciati tutti gli elementi da un lato termina con una bella perla lilla racchiusa tra due coppette argentate che riprende pari pari il secondo paio di orecchini!!


Perciò et voilà, ecco l’abbinamento col secondo paio di orecchini!! ;-)
Al prossimo post, un saluto a tutti, ciaooo!! :-)



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