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martedì 5 luglio 2016

Un'Acquerello Profumatissimo ;-)

Lo sentite? Riuscite a percepire questo lieve profumo? Chiudete gli occhi e respirate con calma...così... piano... il delicato profumo del Glicine farà il resto trasportandovi fin nel lontano Giappone... vedrete la triste e delicata Fuji Musume danzare sotto i rami di Glicine...


Siete nella città di Otsu, affacciata sul lago Biwa, gli Otsu-e esposti lungo le strade attirano i passanti... avvicinatevi anche voi...

Uno, in particolare, è bellissimo: raffigura una ragazza abbigliata con il nagasode (1) stretto in vita da un obi (2) e decorato da fiori di Glicine, secondo la tradizione giapponese. La giovane è Fuji Musume, incarna l'essenza del Glicine ed il suo nome vuol dire, letteralmente, "La Nubile Glicine".

Fuji Musume si innamora a tal punto dell'uomo che la osserva da riuscire a prendere vita ed uscire dalla tela. Gli scrive numerose lettere d'amore, ma non ottiene alcuna risposta. Inizia così a danzare sotto i fiori di un Glicine con in mano un ramo della stessa pianta, accompagnata dalla musica Nagauta (3).


Danza perché vuole esprimere i profondi sentimenti che prova verso l'amore non corrisposto.
L'uomo continua a non ricambiare il suo amore e lei, triste e disperata, rientra affranta nel dipinto, sotto i rami del Glicine.




E così finisce la romantica, ma triste storia d'amore della bellissima Fuji Musume, rappresentata per la prima volta nel 1826 attraverso un balletto classico del teatro kabuki.

Ma c'è anche una leggenda, questa volta tutta italiana, sulla nascita del Glicine, decisamente meno triste di quella giapponese.

Glicine era una fanciulla che si disperava per il suo aspetto, si sentiva diversa e per questo esclusa dalle altre giovani del paesino. Un giorno la sua disperazione la spinse a fuggire. Corse tanto fino a raggiungere un prato isolato in cui piangere tutte le sue lacrime. La natura, triste per tanta disperazione, iniziò a far nascere dalle lacrime della giovane una pianta dai fiori bellissimi e dal profumo dolce ed inebriante. Glicine rimase colpita dallo splendore della pianta e capì di possedere una bellezza unica e che la sua diversità non era affatto un difetto. Capì, inoltre, che il motivo per cui tutti la tenevano a distanza era perché non si sentivano alla sua altezza e da quel giorno visse serenamente la sua vita.


Qualche piccola nota per voi:

(1) "Nagasode": kimono femminile lungo fino ai piedi con maniche lunghissime, impreziosito da numerosi ricami e stretto in vita dall'obi. E' indossato dalle giovani donne non ancora sposate.

(2) "Obi": fascia di stoffa piuttosto alta utilizzata come cintura stretta in vita per chiudere e fermare il kimono. Le donne vi legano sopra anche un piccolo cordone in seta, in modo da mantenerlo fermo al suo posto. Il rimbocco viene sistemato sulla schiena e, nell'abbigliamento femminile, si trasforma in un fiocco molto decorativo.

(3) "Nagauta": letteralmente significa "canzone lunga". E' un tipo di musica tradizionale giapponese che accompagna il teatro kabuki. Gli interpreti di questa musica cantano e contemporaneamente suonano lo shamisen (un liuto a tre corde) e vari tipi di tamburi.

Questa volta non vi parlerò, come mio solito, del lato "scientifico" della pianta perché non voglio rovinare l'atmosfera romantica creata da queste due belle storie quindi concluderò mostrandovi il mio acquerello al quale appartengono i particolari "floreali" del post (ma state tranquilli, ho già deciso di realizzare un altro acquerello con questo bellissimo fiore come protagonista e così potrò aggiungere la "scienza" ;-)   )


Ciao ragazzi e a presto!! :D

giovedì 2 giugno 2016

Chiacchierino in Viola ed Argento per gli Orecchini

Buongiorno-buongiorno-buongiorno!!!! :D
Ben ritrovati a tutte le mie lettrici e a tutti i miei lettori (così non si offendono i maschietti ;-)   ), dai che forse finalmente è arrivato il caldo! :-)

Oggi tocca al terzo ed ultimo pezzo della parure in viola e argento al chiacchierino anche se, in realtà, viaggiano sempre in due dato che si tratta diii... orecchini!

Ma prima qualche chicca sul colore protagonista della parure.

Tutti dovreste sapere che il viola è un colore complementare derivante dall'unione dei due primari rosso (magenta) e blu (cyan) (e se non lo sapevate, ora avete colmato questa lacuna ;-P   ) e, proprio per questo, è considerato il colore della mediazione.

Lega la sfera del "corpo" e del "terrestre" con la sfera dello "spirito" e del "divino", quindi l'impulso e la passionalità della prima (simboleggiata dal rosso) alla tranquillità ed al "celestiale" della seconda (evocati dal blu).
Dato che è il colore della mediazione è stato scelto per rappresentare i cardinali (avete presente il viola "cardinalizio"? Bene, proprio quello!), intermediari tra terra e cielo (chissà perché moltissime persone, pensano che siano piuttosto intermediari tra i propri interessi terreni e le banche, ma sono sicura che si tratti solo di un'impressione sbagliata... veeeero???  ;-PPP   ).

Il viola, inoltre, viene scelto anche come colore simbolo della magia tant'è che l'ametista (quarzo dalle bellissime sfumature violette) viene usato nell'occultismo fin dai tempi più antichi e volete sapere perché? Ve lo dico subito: avete mai visto un arcobaleno? Il viola è posizionato ad un'estremità mentre su quella opposta c'è il rosso. L'arcobaleno è, in pratica, lo spettro cromatico percepibile dall'occhio umano che va dal rosso fino al viola passando per l'arancione, il giallo, il verde, il blu e l'indaco. Oltre le due estremità si finisce nel campo degli infrarossi e degli ultravioletti, rispettivamente, entrambi non percepibili dai nostri occhietti belli. Conclusione: data la loro invisibilità all'occhio umano possono essere percepiti solo dall'intuito e quindi dalla magia, secondo le popolazioni antiche. Tutto molto semplice, no? :-)

Se poi vi piace predire il futuro ai vostri amici ci sono due metodi: potete affidarvi alla violetta (mi riferisco al fiore eh, non pensate ad una strana pietra o ad un nuovo minerale scoperto di recente ;-)   ) imitando i Cavalieri della Tavola Rotonda che interpretavano il numero e la disposizione dei raggi sui petali (diciamo che si trattava di un'antica versione del più moderno gioco "m'ama, non m'ama" che vede protagonista la semplice e candida margherita che, poverina, alla fine rimane senza petali) oppure fare uso dell' ayahuasca, una bevanda allucinogena preparata dagli sciamani andini ed amazzonici, per "comunicare" con il "divino". In quest'ultimo caso, preparatevi a straparlare, sproloquiare e a trasudare anche uno strano fluido corporeo di color viola (io, stranamente, preferisco leggere l'oroscopo sul giornale piuttosto che assomigliare ad uno strano alieno violaceo e per giunta allucinato ;-)   ).

E dopo tutte queste chicche manca la chicca più chicca di tutte: i miei orecchini al chiacchierino!! :D
Eccoli qui in tutto il loro... viola!!!!!


Ho scelto sempre lo stesso disegno di base del bracciale e del ciondolo, l'anellino seguito dall'archetto, in questo caso però ne ho eseguiti solo tre altrimenti avrei ottenuto due orecchini praticamente identici al ciondolo.

Dopo la linea di arabeschi del bracciale...


... e il rombo morbido del ciondolo...


... ho creato un'altra figura geometrica, il triangolo, sempre con angoli curvi.
Ecco un primo piano...



... ed un primissimo piano...



Notato le sfumature dal viola "notte" fino a quelle talmente chiare da sembrare bianche? E le rocailles argentate che spuntano qui e là come piccoli punti luce?

Ma manca ancora qualcosa... il piccolo cristallo swarovski che ho usato per unire il pendente alla monachella argentata (qui sotto).


Ed ora, come sempre, una foto di "gruppo":


E non ditemi che non siete affascinati da questa parure, dai suoi arabeschi, dai suoi colori, dai suoi piccoli punti luce d'argento che sottolineano ed illuminano, inaspettati, il viola profondo e il lilla.

Uhh come sono poetica quando mi impegno!! ahahah

venerdì 20 maggio 2016

Chiacchierino in Viola ed Argento: il Ciondolo

Ed eccoci al secondo appuntamento con la nostra coppia "spaziale" alias la coppia in viola e argento.

Vi avevo promesso che avrei mostrato il secondo pezzo della parure e dato che le promesse si mantengono sempre (ma proprio sempre-sempre-sempre, ricordatevelo eh!) eccomi qui con il ciondolo che è davvero il secondo pezzo che ho creato subito dopo bracciale.


In un primo momento avevo immaginato una collana, ma poi vi ho ragionato su e sono giunta alla conclusione che un ciondolo sarebbe stato preferibile, non solo perché può essere indossato praticamente sempre mentre una collana è leggermente più impegnativa e si sceglie di usarla solo in alcune occasioni, ma anche perché un ciondolo avrebbe creato una forma diversa pur mantenendo lo stesso disegno di base e cioè l'anellino e l'archetto.

Ora vi mostro una foto del bracciale e del ciondolo così sarà più semplice capire cosa intendo.



Vedete? Il bracciale crea una linea di arabeschi mentre il ciondolo crea quasi un rombo con degli spigoli molto arrotondati.
In questo modo ho ottenuto due pezzi uniti dal disegno di base, dal filato e dalle rocailles argentate, ma diversi nella forma così da conferire molto più movimento alla parure.

Se avessi realizzato una collana, avrei ottenuto in realtà un collarino, in pratica ci sarebbe stato un pezzo identico al bracciale solo più lungo, quindi due linee di arabeschi, sicuramente belli, ma un po' monotoni da indossare.

E dato che ormai mi ero lanciata nella creazione di una parure "movimentata", ho pensato a degli orecchini che seguissero lo stesso principio maaaa... questo sarà l'argomento del prossimo post! ;-P

Perciò, dicevo, sono partita col ciondolo, ho buttato giù uno schizzo veloce per sapere dove posizionare i picot e poi via col filo, navetta e perline.
Una volta inamidato ed asciugato non potevo mica sistemare un semplice anellino in cui far passare la catenina, vi pare? Non è assolutamente da me, quindi ho scelto un cristallo bicono swarovski da 6 mm color violetto sia per impreziosire il pendente e catturare la luce sia per richiamare lo swarovski che ho usato come terminale nella catenella del bracciale .


Il pendente è lungo 5,4 cm (6,7 cm includendo anche il cristallo) e largo 3,3 cm, direi che si tratta delle dimensioni giuste per un ciondolo: non è microscopico (ce ne sono alcuni talmente piccoli che servirebbe un microscopio elettronico a scansione per vederli ahahaha), né enorme come alcune "patacche" davvero esagerate che si vedono in giro.
Indossato su un abbigliamento chiaro risalterà ancora di più attirando decisamente l'attenzione.

giovedì 12 maggio 2016

Viola ed Argento per un Bracciale al Chiacchierino

Ullallaaaa guarda un po' chi si vede!!! I miei lettori preferiti!!! :D

Un saluto a tutti voi, sia che siate lettori affezionati, sia che siate semplicemente di passaggio, anche se spero che il mio blog vi interessi e vogliate fermarvi a leggere qualche post, magari potrei offrirvi una tazza di tè e biscotti al cioccolato (si sa che "prendere per la gola" funziona sempre!! ahahaah).

Vi faccio una domanda esistenziale, una di quelle domande che non fanno dormire la notte, una di quelle talmente difficili che per pensare alla risposta esce addirittura il fumo dalle orecchie!! Pronti? E allora, ecco il domandone:

Vi piace l'abbinamento viola-argento? (E' una domanda complicatissima, verooooo????).

E mentre vi concentrate al massimo per dirmi se si oppure no, io rispondo alla velocità della luce: si, mi piace e pure parecchio (infatti ho già creato una parure con questi colori, se non la ricordate vi basterà cliccare quiqui, ed anche qui).
Non so perché, ma mi sembra sempre un abbinamento un po' "spaziale", mi fa venire in mente una tuta da astronauta, anche se non ne esistono di questi colori... Mahhh!! Se già una mente normale a volte fa strani scherzi, figuratevi cosa viene fuori dalla mia mente che, ormai si sa, tanto normale non è!! ;-P

Tornando a noi e alla coppia viola-argento, vi faccio vedere cosa succede facendo giocare questi due colori con la navetta: un bracciale al chiacchierino tutto anellini e onde. Che ne dite? Modello semplice, ma molto, molto accattivante, vero?


Avevo sulla scrivania il filo con le sfumature lilla e violetto che continuava a farmi gli occhi dolci e, guarda adesso guarda dopo, mi ha convinto a usarlo, ma solo in compagnia delle rocailles con l'interno argentato.
Ho ceduto alla richiesta ;-) e ho pensato ad un disegno semplice che esaltasse le sfumature del filo e cosa c'è di più semplice dell'"inseguimento" tra un anellino ed un archetto?


E così anellino-archetto-perlina, anellino-archetto-perlina, anellino-archetto-perlina... ho reso l'idea, no? ;-) è venuto fuori un bracciale la cui "filigrana" ricorda molto degli arabeschi con piccoli punti luce d'argento.


Come chiusura ho scelto il mio fidato moschettone e, per regolare la lunghezza del bracciale, ho sistemato una catenella con anellini da 3 mm che ho impreziosito aggiungendo un terminale composto da un bicono swarovski di 4 mm color violetto, in tinta col filato ovviamente.


Ed ecco un'altra domanda complicatissimissima: secondo voi, con una coppia di colori che mi piace così tanto ed un disegno così fluido ed avvolgente, posso aver realizzato solo un bracciale??? No, certo che no! Bravissimi! Ormai mi conoscete proprio bene :-)
Ho realizzato una parure completa, che peròòòòò..... vi mostrerò nei prossimi post!!! Cattiiiivaaaa, sono proprio cattiva e dispettosa!!! ahahaha

E ricordatevi che per qualsiasi informazione potete lasciarmi un commento, inviarmi un messaggio tramite mail (la trovate qui di fianco, a destra) oppure ancora andare nel mio negozio e dare un'occhiata a tutte le mie creazioni in vendita.

venerdì 15 aprile 2016

Chiacchierino in Rosso ;-)

Vittoriaaaa!!! Finalmente cinque minuti liberi per scrivere un post decente!!!

Scusate l'assenza, ma fra bomboniere, bamboline da spedire nella bellissima Venezia e scatole da costruire per confezionare le mie creazioni... Si, si, ragazzi, avete letto bene, ho scritto proprio "costruire" scatole nonostante la mia specialità sia "rompere" le scatole!! ahahahah Ma in questo caso le costruisco davvero!! ;-)

Comunque, non sono qui per discutere sulla mia ineguagliabile capacità di rompitrice di scatole, ma per mostrarvi questo ciondolo al chiacchierino.


In realtà, originariamente, doveva essere un orecchino, infatti avevo creato con il filo metallico due gocce assolutamente identiche (quando si dice "essere due gocce d'acqua"... lo so, battuta pessima, sorvoliamo!!), per il quale avrei usato del filo nero ed un cristallo, sempre nero, a forma di goccia.

Probabilmente vi chiederete il motivo di questa scelta così lugubre e funerea... ehm cioè... volevo dire... cosììì... cosìììì... "estremamente dark" potrebbe andare? Direi di si... Quindi, dicevo, probabilmente vi starete chiedendo il perché di questa scelta estremamente dark :-P e, soprattutto, assolutamente inusuale da parte mia. Molto semplice: una mia amica insisteva col nero. "Il nero va con tutto!" diceva "Il nero è sempre elegante!" ripeteva e dopo aver sentito questa solfa, ripetuta come un mantra, nelle mie orecchie ogni volta che ci incontravamo ho deciso di accontentarla: avrei creato un bijoux di questo colore!

Ora, intendiamoci, non è che il nero non mi piaccia, anzi, lo reputo il colore del mistero per eccellenza e usato nel modo giusto regala il famoso "tocco in più", ma stiamo andando incontro alla bella stagione... sole, fiori, profumi, mare... insomma il nero non mi pare proprio che si adatti a tutto questo... comunque, provare non costa nulla, no?

"E allora com'è che il ciondolo è sul rosso e non sul nero?" domanda legittima da parte vostra. Molto semplice: quando sono arrivata alla fine del lavoro al chiacchierino ho trovato il tutto molto triste e lugubre, senza vita, perciò... Via! Si cambia colore! E cosa c'è di più vivo di un bel rosso? Be' magari il rosso con sfumature rosa!! ;-)

Una volta terminato di ricoprire con nodi ed archetti il profilo della goccia ho guardato e riguardato il lavoro... mmmm... "Si va bene, peròòòò... E se ci mettessi un'altra goccia?"... mmm... "Be' c'è tanto spazio, proviamo, va'..." e dal mio botta e risposta con la mia seconda personalità è venuta fuori una seconda goccia posizionata all'interno della prima più grande (in pratica ho ottenuto due gocce concentriche che si muovono indipendentemente una dall'altra).



Dopodiché toccava al punto focale del ciondolo: il cristallo sfaccettato a forma di goccia color rosa corallo racchiuso tra due coppette argentate filigranate.


"E se per agganciare il cristallo usassi un piccolo bicono Swarovski dello stesso colore della goccia, solo con una tonalità più intensa? Sai quanto movimento avrebbe il ciondolo?"
Detto, anzi pensato, e fatto!


E questi sono i due cristalli insieme.


Che ne dite del risultato finale delle mie elucubrazioni mentali?
A me piace veramente tanto!

sabato 12 marzo 2016

Omaggio a Caravaggio

Ragazzi solo oggi ho raggiunto una vera consapevolezza del tempo che passa... tra 8 giorni sarà ufficialmente primaveraaaaa!!!!!!! :D :D :D
Meno male che ci sono io ad avvisarvi di questi eventi "cosmici", vero???? ahahahah

Oltre che fornirvi questa utilissima informazione di servizio sono qui per il post a tema "mangereccio" che vi avevo promesso, forse grazie al titolo qualcuno di voi inizia già a comprendere dove voglio andare a parare ;-)


Eh si, bravi, il protagonista del post di oggi sarà proprio Caravaggio, anzi per la precisione, uno dei suoi dipinti più famosi "Canestro di frutta"... 
No ragazzi, non iniziate a protestare!! Non vi sto imbrogliando!! Vi avevo promesso un post a tema "mangereccio", non ho mai detto che l'argomento principale sarebbe stato la ricetta di un piatto succulento da leccarsi i baffi e le dita e comunque la frutta non solo fa bene, ma è anche buonissima!! Non ditemi che guardando questo bel cesto stracolmo di frutti autunnali non vi viene voglia di preparare una bella macedonia ;-)


Caravaggio
"Canestro di frutta", 1599
Olio su tela, 31 x 47 cm
Pinacoteca Ambrosiana, Milano

Nel post non vi parlerò di vita, morte e (inesistenti) miracoli di Caravaggio (vi fornirò giusto qualche veloce informazione sulla sua vita solo per collocarlo storicamente), ma mi soffermerò solo su di un dipinto, il "Canestro di frutta" appunto (più che altro per limiti di spazio), una delle nature morte più famose al mondo e primo capolavoro del pittore per quanto riguarda questo genere.

Una piccola precisazione: una "natura morta" (in francese "nature morte", in tedesco "Stilleben", lo so, sembra una parolaccia, ma vi assicuro che non lo è ;-)   ), è la rappresentazione di oggetti privi di vita e di movimento, come fiori, libri, recipienti, frutta (in pratica qualsiasi cosa che non abbia a che fare con la figura umana), composti in modo artistico.
Come genere figurativo compare alla fine del XIV sec. e raggiunge il massimo sviluppo nell'Olanda del XVII sec.

Ed ora tocca all'artista :-)

Caravaggio, all'anagrafe Michelangelo Merisi (eh già, mica il "nome d'arte" è un'invenzione moderna, sapete? Il nostro era "Michelangelo" per sua madre e il resto dei parenti, "Caravaggio" per tutti gli altri, compresi gli amici e i posteri, cioè noi ;-)   ), nacque nel 1571 a Milano da cui fuggì, con tutta la famiglia, nel 1576 a causa della morte nera alias la peste.

Visse a Caravaggio (paese dal quale derivò il "soprannome" con cui è conosciuto a tutt'oggi) tra il 1589 ed il 1592, dopodiché lo ritroviamo a Roma in cui visse per diversi anni, realizzò molte opere e... anche molti reati!

Si, avete letto bene, perché Caravaggio non era esattamente quel che si definisce uno "stinco di santo" e la sua fedina penale era abbastanza lunghetta.

Nel 1603, finì per la prima volta in prigione a causa della denuncia di un altro pittore, Giovanni Baglione. Costui, infatti, denunciò per diffamazione sia il Merisi che altri due pittori, Orazio Gentileschi e Filippo Trisegni, e un architetto, Onorio Longhi.
Pochi giorni dopo l'incarcerazione, però, l'artista ritornò in libertà grazie all'intervento dell'ambasciatore francese, a dimostrazione del fatto che avere amici che "contano" è sempre utile ;-P

Probabilmente il pittore trovava piacevole la vita della prigione, dato che continuò a frequentarla fino al 1605, una volta a causa di uno scontro con degli sbirri (la polizia dell'epoca), una terza volta per detenzione illegale di armi e, sicuramente, ci sarebbe finito anche una quarta volta considerando che fu accusato dal notaio Mariano Pasqualone di averlo ferito al volto... ho usato il condizionale "sarebbe finito" in prigione perché in realtà riuscì ad evitare l'ennesima incarcerazione fuggendo a Genova.

Ma si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio e a riprova di quanto sia vero questo famoso detto c'è il fatto che Caravaggio, nel 1606, pochi mesi dopo il suo ritorno a Roma, uccise un compagno di gioco durante una partita a palla.
E stavolta dovette fuggire parecchio lontano per evitare di passare un bel po' di anni in prigione, quindi prima raggiunse Napoli e poi Malta, nel 1607.

Ma perché condurre una vita tranquilla quando si può continuare a litigare e ad aggredire il prossimo? E difatti nel dicembre del 1608 venne espulso dall'Ordine di Malta de gratia che l'aveva accolto nemmeno sei mesi prima, il 14 luglio 1608.

Fuggì di nuovo, questa volta verso la Sicilia, da dove poi arrivò a Napoli, città in cui fu aggredito e ferito al volto (per la serie: chi la fa l'aspetti), ed infine si imbarcò per Roma, città che non rivedrà mai più, dato che morì a Porto Ercole (o forse Civitavecchia) il 18 luglio del 1610.

Ora che vi ho illustrato a grandi linee le "mirabolanti imprese" del nostro artista passiamo al vero protagonista del post, il dipinto "Canestro di frutta", un olio su tela di 31 x 47 cm conservato alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

Il titolo del dipinto è decisamente appropriato dato che vi è raffigurato letteralmente un cesto stracolmo di frutti.
Quest'ultimo è collocato esattamente davanti agli occhi dell'osservatore, poggiato non sulla superficie di un tavolo dipinto in modo approssimativo, bensì su di una semplicissima linea marrone.
La composizione risalta enormemente sullo sfondo color ocra chiaro anche, e soprattutto, per la presenza delle foglie che si espandono nello spazio occupando quasi tutta la superficie disponibile della tela.
Quella che a prima vista può apparire come una composizione casuale, in realtà non lo è affatto, ma segue un'accurata organizzazione geometrica, come si può notare osservando, ad esempio, la posizione del canestro e della grande foglia in alto a sinistra: entrambi sono rivolti a sinistra.
Nonostante la mela bacata accenni ad Eva nel Paradiso terrestre e la foglia avvizzita sulla destra riporti alla transitorietà di tutto ciò che è terreno, l'opera possiede un carattere puramente artistico che affascina l'osservatore.

E fin qui vi ho mostrato l'originale, ma ora tocca... a me!!!
Si si, proprio a me!!! :D

Questa è la copia che ho creato io (fortuna che sono fondamentalmente onesta, altrimenti mi sarei data alla realizzazione di falsi d'autore!!! ahahaha).


Parisi Mara
"Canestro di frutta" (copia), 2014
Olio su tela, 50 x 40 cm ca.
Brindisi

Questo dipinto mi è sempre piaciuto, figuratevi che poco tempo fa, tra una pila di roba che non toccavo da un po', ho ritrovato una cartellina di disegni che risalivano alle scuole medie e tra i tanti c'era anche il "Canestro di frutta" del Caravaggio. Avevo usato le matite colorate e non era disegnato così bene e particolareggiato come l'originale (ovviamenteeeeee!!!!!!!), ma per avere solo 12 anni non me la sono cavata affatto male! :-)

Alcuni anni fa ho creato la mia prima copia a tempera assolutamente fedele all'originale, ma al momento non ho le foto da mostrarvi, ed ora sono passata all'olio.

Dai che vi faccio vedere qualche particolare, tenete conto, però, che nelle foto i colori sono leggermente sfalsati rispetto a quelli reali: il canestro, ad esempio, risulta leggermente più "freddo" rispetto ai colori "caldi" che ho usato. Al contrario, la mela risulta eccessivamente rossa in confronto alla mia che è leggermente più chiara.

Ma basta, ecco le foto con i particolari:

- il limone...


- l'uva bianca...


- la mela (mentre la dipingevo avevo voglia di far sbucare un piccolo verme dal buco, però mi son trattenuta!!! ahahahah)...


- il fico nero...


- la pesca...


- la pera...


- l'uva nera...


- i fichi...


- ed il canestro.


Devo dire, alla faccia della modestia ;-) che ho fatto proprio un bel lavoro e... anche un post bello lungo quindi vi saluto alla velocità della luce augurandovi di trascorrere un bel fine settimana, ciaooo!!! :D

martedì 8 marzo 2016

AUGURI RAGAZZE!!! :D

Buon pomeriggio eee.... BUONA FESTA DELLA DONNA!! :D

AUGURI  a tutte voi ragazze!! :D :D :D

Eh si, non importa che abbiate 1 anno oppure 150 (perché mettere limiti alla Divina Provvidenza??? ;-)   ) per me siete tutte "ragazze" giovani nello spirito e quindi...

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