venerdì 27 giugno 2014

"Lilium"

Il Lilium, comunemente chiamato Giglio, è un fiore bellissimo ed elegante originario dell’Europa, dell’Asia e del Nord America, a volte anche profumatissimo, come nel caso del Lilium candidum conosciuto anche come “Giglio della Madonna” o “Giglio di Sant’Antonio”, dalla corolla completamente bianca e solo con un tocco di arancione per gli stami.

L’altezza delle piante varia dagli 80 centimetri ai 2 metri, ma tutte hanno origine da un bulbo a “scaglie” disposte intorno ad un disco centrale da cui si formano le radici (la prima volta che ho visto un bulbo di lilium l'ho scambiato per aglio!! ahahahha poi ovviamente mi sono accorta della bella differenza tra i due).

Il gambo è eretto e porta da tre a cinque fiori sull’estremità superiore, mentre le foglie lanceolate sono più o meno strette con venature parallele che corrono per tutta la lunghezza della foglia e disposte attorno al fusto in ordine sparso.

I colori dei fiori (formati sempre da sei tepali: tre petali e tre sepali petaloidi), vanno dal bianco puro al lilla chiarissimo (bellissimo ve l’assicuro, peccato che il bulbo si sia seccato, non sono più riuscita a trovarlo, accidenti!!), a tutte le tonalità del rosa, dal giallo al giallo screziato fino all'arancione e al rosso e molto spesso sono punteggiati da un colore diverso e più scuro.

Nel corso dei secoli
il Lilium ha assunto vari significati ripresi poi nella mitologia, nella religione e nella cultura araldica. Il Giglio bianco, il cui significato è “Purezza, Verginità e Candore“, è conosciuto fin dall’antichità e per i Greci era un simbolo sacro in quanto lo credevano derivato dal latte della dea Hera (la Giunone dei Romani).

La leggenda narra inafatti che il giglio bianco nacque da una goccia di latte caduta a terra durante l'allattamento di Ercole da parte di Hera.
In realtà, Ercole era figlio del dio Zeus e della mortale Alcmena, ma Zeus pretese che Ercole fosse allattato dal petto di sua moglie, la dea Hera appunto, in modo da farlo diventare immortale. Mentre lei dormiva, misero il bambino sul suo petto e, quando lo allattò, alcune gocce di latte si tramutarono in stelle, formando la Via Lattea, mentre quelle che caddero sul suolo diedero vita ai gigli bianchi.
I Greci, inoltre, usavano questo fiore per decorare il corredo nuziale delle giovani spose (per questo anche oggi il giglio occupa un posto speciale nei matrimoni), e, sempre con questo significato, nella religione cristiana diventa un attributo della Vergine Maria.

Questo è il significato dei Gigli bianchi, ma nel caso degli altri gigli il significato varia in base al colore: se vi regalano un mazzo gigante di gigli di tanti colori vi suggerisco di procurarvi un “dizionario dei colori” o non ne uscirete più!! ahahahah

Se continuo a parlare di questo splendido fiore mi viene fuori un post chilometrico perciò aggiungo semplicemente che il giglio compare da sempre in araldica come stemma di nobili e condottieri, ma anche negli stemmi delle città (si pensi, ad esempio, al giglio stilizzato fiorentino) ed è il simbolo degli scout di tutto il mondo (le punte delle foglie indicano i tre punti fondamentali della Promessa degli scout: fare del proprio meglio, compiere il proprio dovere e aiutare le persone in ogni momento).


Ora vi lascio con questo acquerello che ho fatto molti anni fa (andavo ancora al liceo, ora sono decisamente migliorata!! :-) ).

Fondamentalmente è un giglio bianco con sfumature rosa scuro, per questo inizialmente l’ho considerato bianco applicando delle leggerissime stesure di giallo arancio di cadmio e blu cobalto per creare luci ed ombre sui tepali e solo dopo mi sono dedicata al colore.

Per rendere l’acquerello realistico si deve fare attenzione ai particolari, come le setole nella gola del fiore, la curvatura degli stami e il loro inserimento al centro del fiore, l’innesto delle foglie sul gambo…

Ciao a tutti e alla prossima!! :-)

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